La normalizzazione dello stress: un falso paradigma da superare.
Essere stressati è normale? Ripensare la nostra relazione con lo stress
Nella cultura odierna, "vivere stressati" è diventato talmente comune da non essere più messo in discussione. Quando tutti intorno a noi manifestano lo stesso stato di tensione e ansia, finiamo per considerarlo normale, quasi inevitabile. Ma cosa succederebbe se questa normalità fosse solo un'illusione? Se esistesse una via d'uscita dallo stress continuo e opprimente? E se fosse possibile ridurre l'intensità o la frequenza con cui ci sentiamo sopraffatti? Queste domande rappresentano il punto di partenza per riflettere su un fenomeno che troppo spesso accettiamo passivamente, senza esplorare alternative concrete. Lo stress cronico non è una condizione da accettare come destino, ma un segnale che qualcosa può essere cambiato. La società moderna ci ha abituati a considerare lo stress come un badge d'onore, un simbolo di produttività e impegno. Essere sempre di corsa, avere l'agenda piena, sentirsi costantemente sotto pressione sono diventati indicatori di successo e rilevanza sociale. Questa narrazione pervasiva ha creato una cultura in cui fermarsi, respirare o semplicemente rallentare vengono percepiti come segni di debolezza o mancanza di ambizione. Tuttavia, questa mentalità ignora completamente i costi fisici, mentali ed emotivi dello stress prolungato. Il nostro corpo e la nostra mente non sono progettati per vivere in uno stato di allerta costante, e quando lo facciamo, paghiamo un prezzo che spesso non riconosciamo fino a quando non diventa insostenibile.
Il vero motivo dello stress: la perdita della percezione di scelta
Spesso, la causa principale dello stress non è tanto la situazione esterna quanto la sensazione di aver perso il controllo. Ci sentiamo bloccati, impotenti, intrappolati in circostanze che sembrano governare la nostra vita senza possibilità di intervento. Questa percezione di impotenza genera ansia e frustrazione, alimentando un circolo vizioso che rende difficile vedere soluzioni o alternative. Tuttavia, questa è solo una parte della realtà. La verità è che, anche quando sembra che tutto sfugga al nostro controllo, abbiamo spesso delle scelte, magari non esattamente quelle che vorremmo, ma comunque significative e capaci di influenzare il nostro benessere. Riconoscere questa verità è il primo passo per uscire dalla trappola dello stress. La perdita della percezione di scelta è particolarmente insidiosa perché si insinua gradualmente nella nostra mente. Iniziamo con piccole concessioni: accettiamo un carico di lavoro leggermente eccessivo, diciamo sì a impegni che preferiremmo evitare, mettiamo da parte i nostri bisogni per soddisfare le aspettative degli altri. Col tempo, queste piccole rinunce si accumulano fino a creare una sensazione pervasiva di essere vittime delle circostanze. La nostra mente inizia a interpretare ogni situazione attraverso la lente dell'inevitabilità, convincendoci che non abbiamo altra scelta se non subire passivamente gli eventi. Questo stato mentale è particolarmente dannoso perché ci priva della nostra agenzia personale, quella sensazione fondamentale di essere gli autori della nostra vita piuttosto che semplici spettatori. Quando perdiamo il contatto con il nostro potere di scelta, anche le situazioni oggettivamente gestibili diventano fonti di stress opprimente.
Esempi concreti di come ritrovare il controllo
Prendiamo un esempio comune: un ambiente di lavoro tossico in cui ci si sente senza potere. È facile sentirsi sopraffatti e senza vie d'uscita, ma anche in questa situazione esistono diverse opzioni concrete. Si può decidere di lasciare il lavoro, prendersi una pausa o un periodo sabbatico, cercare il supporto di un mentore o di un coach per orientarsi meglio, segnalare il problema ai superiori o stabilire confini chiari su come vogliamo essere trattati e come vogliamo agire. Spesso, il potere non risiede nel controllo totale, ma in piccoli cambiamenti che possono fare una grande differenza: dire "no" quando necessario, chiedere aiuto, o semplicemente prendersi qualche minuto per respirare e distaccarsi dalla situazione. Questi piccoli gesti sono espressione di una scelta consapevole che ci riporta al centro della nostra vita e delle nostre decisioni. Consideriamo anche il caso di una relazione personale difficile che genera stress costante. Molte persone si sentono intrappolate in dinamiche disfunzionali, convinte di non avere alternative. Tuttavia, anche qui esistono multiple opzioni: si può scegliere di avere una conversazione onesta con la persona coinvolta, stabilire nuovi confini nella relazione, cercare il supporto di un terapeuta o mediatore, ridurre gradualmente il tempo trascorso insieme, o, nei casi più estremi, decidere di allontanarsi completamente. Ognuna di queste scelte comporta delle conseguenze, alcune più facili da accettare di altre, ma l'importante è riconoscere che le opzioni esistono. Un altro esempio significativo riguarda la gestione del tempo e degli impegni quotidiani. Molte persone si lamentano di non avere abbastanza tempo, sentendosi costantemente in ritardo e sopraffatte dagli impegni. Anche in questo caso, esistono scelte concrete: si può decidere di eliminare attività non essenziali, delegare responsabilità quando possibile, utilizzare strumenti di organizzazione più efficaci, o semplicemente accettare che non tutto deve essere perfetto. La chiave è riconoscere che la mancanza di tempo è spesso il risultato di scelte precedenti e che possiamo fare scelte diverse in futuro.
Il potere delle scelte consapevoli: la vera forza contro lo stress
Il concetto di potere non deve essere confuso con quello di controllo assoluto. Il vero potere consiste nel ricordare che abbiamo sempre la possibilità di scegliere come agire, anche nelle circostanze più difficili. Scegliere significa decidere cosa ha più valore per noi in quel momento, e agire di conseguenza. Non è una semplice frase motivazionale, ma una realtà concreta che può trasformare il modo in cui viviamo lo stress. La forma di stress più dannosa è proprio quella che nasce dalla sensazione di aver perso la propria voce, di non poter più incidere sulla propria vita. Ricordare che la nostra voce esiste ancora è fondamentale per riconquistare serenità e fiducia. Quando ci sentiamo senza controllo, fermarsi un attimo e chiedersi "Cosa posso fare ora?" può aprire la porta a molteplici risposte e soluzioni che avevamo dimenticato. Le scelte consapevoli richiedono pratica e pazienza. Non si tratta di prendere decisioni impulsive o drastiche, ma di sviluppare la capacità di riconoscere i momenti in cui possiamo esercitare la nostra agenzia personale. Questo processo inizia con l'auto-osservazione: imparare a riconoscere quando ci sentiamo stressati e a identificare i pensieri e le credenze che alimentano questa sensazione. Spesso scopriamo che il nostro stress è amplificato da narrazioni interne che non corrispondono alla realtà: "Non ho scelta", "Sono intrappolato", "Non posso cambiare nulla". Sfidare queste narrazioni e sostituirle con domande più costruttive come "Quali opzioni ho che non ho ancora considerato?" o "Come posso influenzare questa situazione, anche in modo piccolo?" può aprire nuove possibilità. La pratica delle scelte consapevoli include anche l'accettazione del fatto che non tutte le scelte sono facili o piacevoli. Talvolta, scegliere significa accettare una perdita o un sacrificio a breve termine per ottenere un beneficio maggiore a lungo termine. Altre volte, significa accettare una situazione che non possiamo cambiare e scegliere invece come rispondere ad essa. Questa flessibilità mentale è cruciale per mantenere un senso di controllo anche nelle circostanze più difficili.
Riprendere la propria voce: un impegno quotidiano
In definitiva, è essenziale ricordare ogni giorno che non siamo impotenti di fronte allo stress. Spesso dimentichiamo che abbiamo delle scelte e che queste scelte, anche se piccole, possono cambiare il corso della nostra esperienza. Il coaching e la crescita personale possono essere strumenti preziosi per riscoprire questa consapevolezza e per imparare a gestire lo stress in modo più efficace. Non si tratta di eliminare tutte le difficoltà, ma di trasformare la percezione che ne abbiamo, riconoscendo il nostro potere personale e la capacità di influire sulla nostra vita. Riprendere la propria voce significa vivere con maggiore autenticità, equilibrio e resilienza, scegliendo ogni giorno come rispondere alle sfide che incontriamo. Riprendere la propria voce è un processo che richiede costanza e dedizione. Non è qualcosa che accade da un giorno all'altro, ma piuttosto un percorso di graduale riappropriazione del proprio potere personale. Questo viaggio inizia con piccoli atti di auto-affermazione: dire no a una richiesta irragionevole, prendersi del tempo per sé, esprimere un'opinione anche quando sappiamo che non sarà popolare. Ogni volta che scegliamo di agire in linea con i nostri valori piuttosto che cedere alla pressione esterna, rafforziamo la nostra capacità di gestire lo stress in modo costruttivo. È importante riconoscere che riprendere la propria voce non significa diventare egoisti o insensibili ai bisogni degli altri. Al contrario, quando operiamo da una posizione di forza interiore e chiarezza sui nostri valori, siamo più capaci di contribuire positivamente alle vite degli altri senza sacrificare il nostro benessere. Questo equilibrio tra cura di sé e responsabilità verso gli altri è la chiave per una vita meno stressata e più soddisfacente. In questo processo, possiamo scoprire che lo stress, anziché essere un nemico da combattere, può diventare un alleato che ci segnala quando è necessario riallineare le nostre azioni con i nostri valori più profondi.
Ezio Dau


